• Vini veneti da cucina

    Se stai cercando informazioni sui vini veneti da cucina, saprai sicuramente che in Italia la cultura culinaria la sa decisamente lunga sul vino. Non parliamo solo di un ottimo accompagnamento alle pietanze ma di un vero e proprio ingrediente. Il vino infatti è protagonista in un’infinità di ricette tradizionali. Rossi, bianchi, rosati e bollicine, nessun vino è escluso dal potere arricchire un piatto. Tutti i tipi di vino infatti possono essere validi compagni in cucina e arricchire le nostre portate.  Il suo impiego è variegato, lo si può usare per marinare, fare salse o per sfumare ai fornelli. In questo articolo qualche suggerimento per scoprire quali vini veneti da cucina usare e come.

    Vini veneti da cucina

    L’uso del vino in cucina ha origini antichissime. Veniva infatti impiegato per la conservazione della carne già dagli etruschi e dai romani. Le sue proprietà infatti impediscono l’insorgere di contaminazioni e al tempo insaporiscono la carne. Era poi utilizzato per cuocere e sfumare le carni in piatti come brasati e stracotti, ma anche verdure, zuppe e dolci. Dai tempi antichi, passando dal medioevo fino ai giorni nostri, l’uso del vino in cucina si è evoluto assieme alla cultura gastronomica.

    vini veneti da cucina

    Va tenuto presente che, al contrario di quanto dicono diversi falsi miti, è indispensabile ricorrere a vini di qualità. Tanto i profumi quanto i difetti di un vino usato per una pietanza si ritroveranno nel piatto finito, ecco perché è importante usare del buon vino per non vanificare le nostre fatiche ai fornelli.

    Prima di fare una panoramica dei vini veneti da cucina, scopriamo come usare i vini veneti da cucina e lasciamoci ispirare dalle sue infinite potenzialità.

    L’impiego del vino in cucina

    vini veneti da cucina

    Una grande rivoluzione dell’uso del vino in cucina la si deve al cuoco francese Auguste Escoffier, che lo introdusse come ingrediente chiave per la creazione delle salse. Come detto però le sue innumerevoli proprietà lo rendono un utile ingrediente in diverse ricette e in svariati modi. Usato per sfumare infatti il vino, ovviamente più aromatico dell’acqua, conferisce i suoi profumi e sapori al piatto in cottura. Ma non solo, pensando a pietanze come ragù, arrosti e umidi, si realizza che il vino dona anche corpo struttura alle nostre ricette.

    Se la componente alcolica del vino vi spaventa potete tirare un respiro di sollievo. L’alcool contenuto nella bevanda infatti, usato in cottura, evapora quasi tutto a causa delle alte temperature. Si consiglia quindi di versare il vino quando la pietanza è già calda, considerando che l’evaporazione dell’alcol avviene dai 78° in su. Il vino deve comunque avere il tempo e lo spazio di consumarsi, evitate quindi usare il coperchio a meno che non vogliate che il suo sapore sia notevolmente marcato nel piatto. Nei piatti freddi la quantità di vino sarà ridotta, consci del fatto che non avviene la cottura a smorzare alcool e sapori.

    Vini veneti da cucina, quali usare e in che modo?

    Diamo ora un’occhiata a quali vini veneti da cucina usare e in che modo per esaltare le ricette e stupire i vostri commensali.

    Vini bianchi

    Il vino bianco è ideale per preparare piatti a base di verdure e pesce o zuppe. Se leggeri si prestano alla preparazione di carni bianche, pesce, e dolci, soprattutto se a base di frutta. Usate preferibilmente vini secchi, ancor meglio se amabili, perché in questi vini l’evaporazione permette una migliore concentrazione degli acidi.

    Vini come i nostri Merylin 0.0 sono ideali per preparare piatti delicati ma dal gusto deciso, come i tagliolini al Glera con zenzero e scampi.

    Vini veneti da cucina rossi

    Generalmente più complessi e corposi dei bianchi, i vini rossi hanno dalla loro la capacità di mantenere e trasferire al piatto le proprie caratteristiche. Come già anticipato, il vino rosso è perfetto per carni rosse, stufati e brasati. L’acidità contenuta nei tannini allenta il collagene naturale presente nei tessuti delle carni, facendola sciogliere leggermente e diventare molto morbida. Non dimenticate di tagliare la carne in cubi abbastanza piccoli in modo da farla insaporire a dovere.

    vini veneti da cucina

    Provate i nostri Cabernet DOC, sauvignon e franc, per rendere indimenticabili i vostri piatti a base di carne cotti con vini veneti da cucina. Provate la nostra ricetta delle scaloppine al vino rosso veneto per testarne gusto e profumo.

    Se siete alla ricerca di un piatto semplice e sfizioso dove impiegare un buon vino rosso, leggete la nostra ricetta delle scaloppine al vino rosso veneto.

    Cucinare con le bollicine

    Anche i vini frizzanti sono molto gettonati per dare un tocco di brio in cucina. Se usarlo nei risotti o per sfumare la carne può sembrarvi scontato, provatelo per rendere più gustosi i vostri impasti. Usato per insaporire lievitati e biscotti, è anche un valido sostituto dell’acqua frizzante nella pastella per una frittura indimenticabile.

    Il nostro Prosecco DOC Treviso e il vino frizzante Merilyn saranno validi alleati in cucina anche ottimi per accompagnare le vostre pietanze. Se invece cerchi alcune succose ricette con vino, abbiamo l’approfondimento che fa per te.

    Vini veneti da cucina nei primi piatti e nelle marinature

    Sia i primi piatti che le marinature possono essere preparate con entrambi i vini, bianchi e rossi. Vale sempre la regola per cui è preferibile usare il bianco per pesce, verdura e carne bianca e il rosso per le carni rosse.

    Nelle marinature si aggiungono di norma altri ingredienti per aromatizzare ulteriormente, scegliendoli in base alla pietanza. Si tratta di spezie o erbe quali pepe, chiodi di garofano, salvia, rosmarino e alloro, ma anche il succo di frutti come limone o arancia. Ricordate di non gettare mai il composto per la marinatura, in fase di cottura sarà utile per ottenere gustosissime salse. Scopri tutti Vini tipici del veneto.

    Accompagnare con i vini giusti

    Se sei indeciso su quale vino scegliere ricorda anche che è buona norma accompagnare i piatti con gli stessi vini usati in cottura. Se avete preparato uno stufato con il nostro Cento Orizzonti, è un’ottima idea servirlo con il vostro secondo piatto. Lasciatevi quindi ispirare dal vostro gusto e dalla vostra fantasia, da sempre alleati preziosi in cucina.

  • Scaloppine vino rosso veneto

    Le scaloppine vino rosso veneto sono un secondo intenso e gustoso, facili e veloci da preparare sono comunque adatte anche a cene più eleganti. Versione alternativa delle più classiche scaloppine al vino bianco o al limone, acquistano in questa variante sapori più decisi e marcati. Morbide e succose fettine di vitello infarinate e cotte in padella con vino rosso, sono ottime per sorprendere i commensali anche con poco tempo a disposizione per cucinare. Scegliete bene il vino da usare perché sarà lui il protagonista della ricetta e che con i suoi profumi esalterà il sapore della carne.

    Come preparare le scaloppine vino rosso veneto

    Inizia come prima cosa col preparare il vino, così avrà il tempo di insaporirsi. Metti in un recipiente 2 chiodi di garofano, 1 pizzico di sale e una foglia di alloro leggermente stropicciata. Aggiungi poi 200ml di vino rosso veneto, gira bene per amalgamare il tutto e lascia riposare per almeno 10 minuti.

    Nel frattempo prepara la carne stendendo le fettine su un tagliere o un piano di lavoro. Solo dopo aver salato a piacere e ben massaggiato le fettine, infarinale abbondantemente.

    Fai sciogliere una noce di burro, circa 30 gr, in una padella antiaderente e inizia a cuocere la carne, facendola rosolare. Gira spesso le fettine così che si insaporiscano da entrambi i lati e la cottura sia omogenea. Aggiungi adesso il vino con le spezie che avevi lasciato a riposare. Lascia cuocere a fuoco medio per qualche minuto, sino a che le scaloppine saranno pronte ed il vino si sia addensato in una gustosissima salsina.

    Aggiungi prezzemolo fresco tritato e sale a piacere. Ricorda di servire il piatto ben caldo, il tepore del vino rosso esalterà al meglio aromi e profumi delle scaloppine vino rosso veneto.

    Scegliere il vino rosso migliore

    CENTO ORIZZONTI Rosso D.O.C. Montello e Colli As

    La qualità della carne è ovviamente importante, ma nelle scaloppine vino rosso veneto l’ingrediente fondamentale è il vino. Soltanto con il vino giusto potrete esaltare al meglio le scaloppine ed estrarre in modo armonioso gli aromi dalle spezie. Inoltre, per un connubio di sapori equilibrato ed elegante, sarebbe ottimale servire in tavola lo stesso vino usato in cucina. Per regalare ai tuoi ospiti un’esperienza culinaria perfetta dunque, meglio puntare a un buon vino.

    Il nostro shop offre ottimi vini da utilizzare per questa ricetta. Dai un’occhiata al Cento Orizzonti o al nostro Cabernet Franc, entrambi DOC Montello e Colli Asolani, per andare sul sicuro. Le tue scaloppine vino rosso veneto saranno impeccabili e gustosissime.

    Se vuoi scoprire altri vini veneti da cucina scopri il nostro articolo dedicato.

    Accompagnamento e varianti delle scaloppine vino rosso veneto

    Come contorno è consigliabile un piatto non troppo invadente e che si sposi al gusto della carne e del vino. Suggeriamo di usare verdure cotte al vapore o grigliate. Semplici e altrettanto veloci da preparare, saranno il contorno perfetto per il tuo secondo piatto.

    Leggi la nostra ricetta del radicchio alla piastra se cerchi un contorno perfetto per le tue scaloppine vino rosso veneto.

    Come detto, usare il vino rosso non è l’unico modo di far rosolare le scaloppine anzi tutt’altro. Le cotture con il vino bianco o con il limone sono di gran lunga più conosciute ed utilizzate. Potreste cimentarvi in tutte e tre le ricette per sperimentare i diversi sapori e scoprire qual è la vostra preferita!

    Per una variante più leggera e con meno grassi o se non adorate usare il burro in cucina, potete usare olio extra vergine di oliva. Tagliate finemente della cipolla e fate un soffritto con dell’olio di buona qualità e fate rosolare la carne seguendo la ricetta come indicato.

  • Gnocchi alla fioretta

    Gli gnocchi alla fioretta, al contrario di quanto si possa intuire dal nome, sono un primo piatto a base di latte. Sono infatti, realizzati con la fioretta che è una sorta di ricotta liquida. Questo piatto fa parte della tradizione culinaria veneta ed è molto apprezzato in tutta Italia, anche dagli esperti che molto spesso propongono delle varianti moderne.

    Le origini degli gnocchi alla fioretta

    Gli gnocchi alla fioretta, nel dialetto veneto gnochi alla fioreta, sono tipici della valle dell’Agno, e in particolare di Recoaro Terme. Ogni anno viene organizzata una festa paesana che li celebra in tutta la loro bontà per 26 giorni.

    Gli gnocchi sono un piatto molto antico creato dai pastori veneti che avevano la necessità di non andare a intaccare le scorte dei formaggi più quotati. E’ un piatto della tradizione vicentina e ha ricevuto una Denominazione Comunale proprio per la rigorosità nella preparazione della ricetta.

    Pastori e contadini sono le figure che ci hanno tramandato l’arte della cucina contadina caratterizzata dall’impiego di prodotti del territorio sani e senza aggiunta di conservanti. La bontà di questi piatti nasce proprio dai loro prodotti.

    La ricetta tradizionale

    Per preparare gli gnocchi alla fioretta servono questi ingredienti: farina, fioretta, sale e burro. Vediamo in semplici passaggi come preparare gli gnocchi.

    • Innanzitutto, bisogna creare un composto omogeneo mescolando 400 g di farina con 1 litro di fioretta in un recipiente. Il risultato finale sarà simile a una pastella.
    • Poi, in una padella facciamo sciogliere del burro e aggiungiamo qualche foglia di salvia.
    • Mettiamo a bollire dell’acqua con il sale.
    • Nel frattempo creiamo gli gnocchi alla fioretta con le mani o aiutandovi con due cucchiai delle dimensioni che preferite.
    • Una volta portata a ebollizione l’acqua, immergiamo gli gnocchi e dopo pochi minuti riemergeranno. Successivamente passateli in padella con il burro e la salvia e per qualche minuto.

    Per servirli infine, basta aggiungere una spolverata di formaggio grattugiato o una grattata di noce moscata che la ricetta tradizionale non prevede, però.

    La fioretta

    La fioretta è una ricotta semiliquida ottenuta non scolando del tutto il siero. A seconda della quantità di siero infatti, si possono ottenere diverse consistenze più o meno adatte all’uso che ne se vuole fare. Il sapore della fioretta è neutro, simile a quello del formaggio fresco, ma con una punta acida.

    Per questo negli gnocchi alla fioretta, la consistenza è semiliquida, e l’aggiunta alla farina le dà quella malleabilità che serve per realizzare degli ottimi gnocchi.

    la fioretta

    A differenza degli gnocchi di patate infatti, gli gnocchi con la fioretta hanno una consistenza sicuramente più morbida e meno farinosa, ma anche meno collosa. Per questo non hanno bisogno di tipi di cottura o di condimenti particolari per ammorbidirli e renderli meno secchi. Il burro e la salvia gli danno quel tocco di dolciastro in contrasto con l’acido della fioretta.

    La fioretta è uno dei formaggi freschi quindi, più utilizzati nel nord Italia e volendo possiamo proporlo in diversi modi oltre che sottoforma di gnocchi. Trattandosi di un formaggio ricco di proteine, può essere accostato a verdure e ortaggi freschi.

    Altre varianti gnocchi alla fioretta

    Gli gnocchi alla fioretta sono De.Co. dal 2007 ovvero di Denominazione Comunale. Infatti, la Denominazione Comunale non prevede nessuna aggiunta di altri ingredienti, ma molti chef e cuochi hanno rivisitato questo piatto aggiungendo degli ingredienti, ma mantenendo quelli della ricetta tradizionale e secondo preparazione usuale. Così come nella ricetta del Risotto al radicchio e speck dove l’aggiunta della scamorza dolce rappresenta anche un aggiunta di sapore.

    Alcune varianti di ricetta prevedono l’impiego di aromi che vengono aggiunti dopo la cottura e durante l’impiattamento. Per esempio, una spolverata di noce moscata è ideale per garantire un tocco forte e deciso a questo piatto dal sapore delicato. Il sapore delicato della fioretta è infatti, abbinabile alle spezie forti anche, come il pepe nero. Tutte queste rimangono comunque delle piatti tipici veneti, che nel nostro articolo specializzato potete trovare.

    L’aggiunta di pancetta affumicata e prosciutto.

    gnocchi

    Come succede per altre ricette i formaggi dal gusto non troppo forte e tendente al dolce, vengono spesso abbinati ai sapori decisi dei salumi stagionati e speziati. Infatti, nelle ricette rivisitate degli gnocchi alla fioretta troviamo la pancetta affumicata o il prosciutto affumicato.

    Inoltre, si possono aggiungere nell’impasto delle uova per rendere la consistenza più compatta e in modo da riuscire a lavorarlo meglio.

    Oltre alla carne, è possibile condire gli gnocchi con i funghi oppure con sugo di pomodoro che sebbene, non rispettano le regole della ricetta tradizionale, danno un sapore più intenso.

    Non vi resta che provare questa gustosa ricetta dell’arte culinaria veneta molto antica, ma che rimane attualmente apprezzata da tutta Italia tanto da proporre delle varianti moderne.

  • Piatti tipici veneti

    I piatti tipici veneti sono molti, alcuni più conosciuti di altri e in questo articolo vedremo i piatti più apprezzati! Un elenco dei piatti tipici della cucina veneta con tutte le caratteristiche e curiosità che la collocano tra le eccellenze culinarie italiane.

    Caratteristiche dei piatti tipici veneti

    La cucina veneta è principalmente conosciuta per la sua ricchezza e la varietà di coltivazioni. Questo perché la regione veneta è una regione molto influenzata da diverse culture, soprattutto da quella austriaca e dai paesi nord europei limitrofi.

    Le caratteristiche principali dei piatti veneti è che sono la sintesi di una lunga storia fatta dai contadini e dai pastori che utilizzavano i prodotti tipici della terra, ma anche prodotti derivanti dal bestiame, come per esempio il formaggio. Quest’ultimo è l’ingrediente principale di molti piatti, così come la carne di vitello e di maiale molto utilizzata nelle ricette di primi e secondi piatti. Fra poco ne vedremo alcuni tra i più conosciuti.

    Tra i primi piatti tipici veneti troviamo: il Risotto all’isolana, Tortelli di zucca, Gnocchi alla fioreta, Risi e Bisi, Risotto radicchio e speck.

    Risotto all’isolana

    piatti tipici-veneti

    Il Risotto all’isolana è un tipico risotto a base di riso e carne. Il riso in questione è tipico della regione ed è il Vialone nano Veronese DOP, utilizzato fin dall’antichità per molte ricette. La carne invece, è un connubio di vitello magro e lombata di maiale che vengono tagliati a pezze e fatti bollire nel brodo. Lo stesso brodo è l’ingrediente principale in cui viene fatto cuocere il riso, così da ottenere un riso molto saporito. Una volta pronto il riso, si aggiungono i pezzetti di carne tagliati a cubetti e s’impiatta.

    Tortelli di zucca

    Come non citare i famosi tortelli di zucca tra i piatti tipici veneti. I tortelli sono un primo molto utilizzato in tutto il nord Italia e non solo, originario di Mantova. I tortelli sono un tipo di pasta dalla forma rettangolare ripieni dentro. Nella cucina mantovana sono ripieni di zucca e vengono conditi con burro, olio e formaggio grattugiato.

    Casunziei all’ampezzana

    Scopri la nostra ricetta Casunziei. Con i nostri suggerimenti potrai preparare i tradizionali ravioli ripieni di barbabietola famosi in tutto il mondo. Da Cortina alla tua sala da pranzo, stupire i tuoi ospiti sarà un gioco da ragazzi!

    Gnocchi alla fioretta

    Gli gnocchi alla fioretta sono un primo piatto tipico di Recoaro Terme e della Valle dell’Agno, in Veneto. La particolarità di questi gnocchi è che non sono fatti con patate, come potete intuire, ma dal latte. La fioretta infatti, è un formaggio. E’ detta anche ricotta fioreta delle valli vicentine, ovvero una sorta di  ricotta semiliquida, ottenuta non scolando completamente il siero. Gli gnocchi come la maggior parte dei primi piatti tipici veneti vengono serviti con abbondante formaggio grattugiato e burro fuso. Scopri la nostra ricetta tradizionali degli gnocchi alla fioretta.

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    Risi e Bisi

    Tra i piatti tipici veneti più apprezzati troviamo anche Risi e Bisi, una ricetta semplice e gustosa a base di riso e piselli. A metà tra una minestra e un risotto, questo piatto rappresenta una delle ricette più antiche della tradizione veneta. Anche qui il riso utilizzato è il valone nano che al contrario del carnaroli, si presta bene per le ricette che richiedono un assorbimento del condimento.

    In alcune ricette viene anche aggiunta la pancetta per rendere il piatto dal sapore più deciso.

    Secondi piatti tipici veneti

    Passiamo ora ai piatti tipi veneti che riguardano i secondi a base di carne e pesce. Ecco un elenco di quelli più conosciuti: Baccalà alla vicentina, Fegato alla veneziana, Brasato di vitello.

    Baccalà alla vicentina

    Il Baccalà alla vicentina è tipico di Vicenza ed è a base di baccalà cucinato secondo tradizione veneta. Il baccalà viene fatto cuocere molto lentamente per circa 4 ore e mezzo a fuoco lento. La pentola va girata di tanto in tanto in senso orario, ma senza mescolare il contenuto. Secondo la ricetta originale il baccalà dev’essere cucinato insieme alle acciughe, cipolla, latte e tanto olio. Infine, può essere servito accompagnato dalle patate.

    Fegato alla veneziana tra i piatti tipici veneti

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    Il fegato alla veneziana è un secondo a base di fegato di vitello o di maiale, accompagnato da polenta di mais bianco o giallo. Il fegato viene fatto rosolare con la cipolla bianca che si presenta come secondo ingrediente principale. Il tutto viene fatto sfumare con il vino bianco in modo da ottenere una salsa che ricorda quella della cipolla caramellata.

    Brasato di vitello

    Il Brasato di vitello è tra i piatti più consumati in tutta Italia, non solo nel nord. Si tratta di un piatto a base di carne di vitello, carote, cipolle, sedano e aglio e un rametto di rosmarino. L’ingrediente speciale di questo piatto è il vino rosso. Infatti, il vitello viene fatto prima marinare nel vino per almeno 12 ore, e poi cotto insieme alle verdure per rendere il sapore molto deciso. Scopri la ricetta del Brasato di vitello.

    Dessert tra i piatti tipici venenti

    Tra i dessert dei piatti tipici veneti troviamo sicuramente la Focaccia Veneta e la Torta sabbiosa.

    La Focaccia veneta tra i piatti tipici veneti

    piatti tipici veneti

    Al contrario di quanto si possa credere, la focaccia veneta, conosciuta anche come fugassa veneta è un dolce tipico che ricorda il panettone, ma che viene fatto durante il periodo pasquale. Si tratta di un dolce a base di farina, uova, burro, zucchero e lievito. Essendo un lievitato si presenta come un dolce molto soffice ideale per la colazione o per la merenda. Secondo la ricetta tradizionale l’impasto una volta lasciato riposare, veniva cotto nel forno a legna.

    Torta sabbiosa

    Ecco che veniamo alla conclusione dei piatti tipici veneti, con un dessert davvero semplice e adatto a tutte le occasioni. La torta sabbiosa è una delle torte più semplici che ci siano, fatta di fecola di patate, uova, burro e zucchero. Ideale per la colazione e da abbinare a qualsiasi marmellata di frutta o crema pasticcera, ma anche alla nutella! Infine, può essere decorata con una spolverata di zucchero a velo o cacao. Consulta il nostro articolo dedicato alla Torta sabbiosa ricetta.

  • Radicchio alla piastra ricetta

    Radicchio alla piastra ricetta ti insegnerà a cucinare un ottimo radicchio grigliato. Un piatto semplice e gustoso da utilizzare come contorno o come companatico per lasciare i tuoi ospiti a bocca aperta!

    Che sia una cena, un aperitivo o un pranzo il radicchio alla piastra è un contorno semplice e veloce da preparare, ma dal sapore unico e particolare per chi è amante del gusto amaro.

    Radicchio alla piastra ricetta – Come prepararla

    Il radicchio è un ortaggio davvero particolare dal sapore tipicamente amaro e allo stesso tempo delicato per il palato. Si presenta con delle foglie lunghe a cespo che normalmente vengono utilizzate singolarmente nelle insalate, ma in questo caso lo divideremo in pezzi più grossi per facilitarne la cottura.

    Per preparare un radicchio alla piastra bastano pochi e semplici passaggi. Prendete il radicchio e sciacquatelo sotto l’acqua fredda. Dividetelo a metà e poi in quarti.

    Prendete una griglia e fatela riscaldare bene, potete cospargerla di sale grosso e con un filo d’olio per evitare di fare attaccare il radicchio. Quando la griglia sarà ben calda, potete adagiarvi il radicchio e lasciarlo cuocere 1 minuto per lato.

    Come condire il radicchio

    Nel frattempo potete iniziare a preparare il condimento. Solitamente radicchio alla piastra ricetta prevede l’utilizzo del pinzimonio, ovvero una miscela di olio, sale, limone e pepe nero. Ma potete sostituire il limone con dell’aceto balsamico, di vino bianco o di mele. Quest’ultimo ha un retrogusto più dolce, così potrete dare un tocco dolciastro al vostro piatto se non siete particolarmente attratti dal sapore amaro.

    A vostro piacimento, potete decidere se adagiarlo su un crostone di pane condito con sale, olio e aglio e le spezie che più vi aggradano. Oppure, potete optare di condirlo con una salsa yougurt o tzatziki per renderlo un piatto perfetto per l’estate.

    Il radicchio – Proprietà e benefici

    Il radicchio oltre a essere amato per il suo gusto amarognolo è un vegetale particolarmente ricco di proprietà nutritive. Infatti, è ricco di vitamina C, acido ascorbico, vitamina A e sali minerali. Inoltre è a basso contenuto calorico ed è perfetto da inserire nella dieta vegetariana e con un apporto calorico basso.

    Per il suo alto contenuto di fibre vegetali viene impiegato anche nella cura e nelle diete che prevengono tumori al colon e al tratto intestinale in generale. Mentre l’alto contenuto di sali minerali come il potassio, lo rende perfetto per tenere sotto controllo la pressione arteriosa e per prevenire malattie cardiocircolatorie.

    Perciò radicchio alla piastra ricetta è un ottima alternativa di gusto, non solo per il sapore, ma anche per i benefici che può apportare all’organismo.

    Altre ricette con il radicchio – radicchio alla piastra ricetta

    Oltre a radicchio alla piastra ricetta, vi sono altre ricette davvero gustose come primi e secondi con il radicchio.

    Il radicchio crudo per esempio è molto banalmente utilizzato nelle insalate miste, proprio per aggiungere quel tocco di sapore forte a un piatto molto delicato come un’insalata. Non solo, il radicchio completa quell’apporto vitaminico all’interno del piatto per chi segue una dieta attenta e ricca di vegetali.

    Risotto radicchio e gorgonzola

    Un’altra ricetta molto amata, oltre al radicchio alla piastra è il risotto al radicchio e gorgonzola. In questo caso la ricetta in questo è un primo piatto caldo in cui l’abbinamento formaggio-radicchio sembra essere davvero ottimo.

    Sono molti i formaggi che si sposano bene con il radicchio, come per esempio il caciocavallo che essendo molto salato, il tocco di amaro è molto apprezzato.

    Risotto radicchio e speck

    Infine, come non citare la classica ricetta risotto radicchio e speck! Anche qui il connubio tra l’amaro del radicchio e il gusto forte dello speck è molto amato. Lo speck, salume austriaco ottenuto dalla coscia di suino, grazie all’affumicatura a freddo e all’aggiunta di spezie, assume un sapore forte, quindi.

    Formaggi e radicchio – Radicchio alla piastra ricetta

    Il radicchio alla piastra ricetta è la base per altri ricette. Per esempio, puoi utilizzare il radicchio alla piastra per un risotto o per accompagnare pizze, focacce, crostini e bruschette.

    L’accoppiata vincente è sicuramente quella tra formaggi e radicchio. Abbiamo già parlato di come radicchio e gorgonzola, che è un formaggio erborinato dalla consistenza molle, è un’ottima base per un risotto.

    Altra coppia vincente: radicchio e scamorza o provola affumicata. Quest’ultima grazie alla sua affumicatura, come per lo spek, si abbina meravigliosamente al radicchio. Anche in questo caso, vengono utilizzate come base per risotti.

    Non solo, il radicchio può tranquillamente accompagnare come contorno un secondo. Prove per esempio la nostra ricetta Scaloppine vino rosso veneto.