• Ricetta casunziei

    Ricetta casunziei

    Scoprite la ricetta Casunziei, con i nostri consigli potrete preparare anche voi i tipici ravioli veneti e stupire i vostri commensali con tutto il loro gusto. Scoprirete presto che le famose mezzelune venete dal gusto delicato sono piuttosto semplici da preparare e davvero scenografiche.

    Scopriamo cos’è la ricetta Casunziei

    I celebri Casunziei sono dei ravioli tipici delle Dolomiti. Sono diffusi in tutta la zona ma i più buoni sono senza alcun dubbio i tradizionali Casunziei ripieni di barbabietola, specialità simbolo della cittadina di Cortina d’Ampezzo. La località sciistica in provincia di Belluno infatti vanta la ricetta Casunziei più squisita e tradizionale.

    Nello specifico sono dei ravioli a forma di mezza luna, ripieni di barbabietola. La pasta dei ravioli, rigorosamente fresca e all’uovo, viene tirata molto finemente. Visti i suoi ingredienti, viene considerato uno dei più diffusi e gustosi piatti poveri delle Alpi. Il condimento tipico che accompagna questo primo piatto è tradizionalmente una generosa porzione di burro arricchito da semi di papavero.

    I Casunziei, perla della gastronomia di Cortina

    ricetta casunziei

    Sono ottimi per rinvigorirsi e ricaricarsi dopo una intensa discesa in pista da sci o dopo essersi avventurati nella natura per una lunga passeggiata tra i boschi. Che i Casunziei siano tra i piatti preferiti della zona è chiaro fin da subito. Basta una piccola passeggiata per le vie di Cortina infatti per realizzare subito quanto questi ravioli siano una vera e propria attrazione. La ricetta Casunziei infatti appassiona fin da subito turisti e visitatori, quasi quanto le piste da sci e la vita in montagna. Trattorie, locali e rifugi: qualsiasi punto di ristoro di Cortina d’Ampezzo, perla delle Dolomiti, propone i Casunziei, come un vanto della cucina locale. Assaggiarli è un vero e proprio dovere.

    Ogni ristorante generalmente propone, oltre alla ricetta Casunziei tipica, anche la sua personale interpretazione dei Casunziei, in diverse variazioni e personalizzazioni. Come quasi sempre accade nel mondo della tradizione, secondo tutti i migliori rimangono quelli originali. La saporitissima farcitura di barbabietole rosse, finemente macinata e scolata, abbracciata da una pasta sottile e gustosissima, rimane la variante preferita degli abitanti del Veneto e dei suoi visitatori, specialmente se serviti con il classico condimento di burro fuso, parmigiano e semi di papavero.

    Un ultimo dettaglio di questi ravioli unici è una caratteristica che vi farà piacere scoprire. La ricetta Casunziei è semplice e facile da preparare, motivo per cui prepararli a casa vostra non sarà per niente complicato. Seguite la nostra ricetta punto dopo punto e preparatevi a godervi i vostri tipici Casunziei all’ampezzana!

    La ricetta Casunziei per dei ravioli all’ampezzana perfetti

    Ingredienti per 4 persone
    – Barbabietole rosse, patate e una rapa gialla per circa 250 gr in totale
    – 2 Uova
    – 150 gr di Farina 00
    – Burro di malga
    – Semi di papavero

    ricetta casunziei

    Fate cuocere le barbabietole rosse, sbucciatele e sminuzzate finemente con un coltello, il frullatore o la grattugia. Fate scolare il composto in modo che si liberi di tutta l’acqua in eccesso, le rape devono rimanere il più asciutte possibile. Al composto unite la rapa gialla e le patate, anche queste sminuzzate. Aggiungete sale e pepe a piacere. Nel caso in cui il composto vi sembri troppo lento o bagnato, passate del pan grattato su del burro fuso e aggiungetelo all’impasto.

    Proseguite con la ricetta Casunziei preparando una sfoglia fine e soffice di pasta con farina, uova e acqua tiepida. Usate una rondellina per ottenere dei cerchi con un diametro di 8 centimetri. Al centro di ogni circonferenza di pasta così ottenuta, posizionate un cucchiaino abbondante di impasto. piegate i ravioli piegando il cerchio su se stesso. Unite le due parti schiacciando con le dita e fate in modo di eliminare l’aria attorno al ripieno. Usate una forchetta per sigillare bene i bordi del raviolo.

    Immergete i ravioli in acqua salata portata ad ebollizione. Una volta venuti a galla aspettate dai 2 ai 3 minuti prima di scolarli. Liberateli con attenzione da tutta l’acqua di cottura e adagiateli direttamente sui piatti o su un vassoio da portata. Distribuite una generosa spolverata di Grana grattugiato, abbondante burro e semi di papavero e i vostri Casunziei saranno pronti per essere gustati!

    Vi siete innamorati della nostra ricetta Casunziei? Scoprite altri piatti tipici veneti proposti nel nostro blog sul nostro articolo dedicato.

  • Ricette con vino

    Ricette con vino

    Esistono diverse ricette con vino squisite. D’altronde il vino, essenza e riflesso dei territori e della loro cultura, è molto di più di una semplice bevanda. L’impiego del vino in cucina è vario e fantasioso, da ingrediente a salse e marinature fino alla sfumatura in fase di cottura. Con un pizzico di fantasia, potete davvero sbizzarrirvi.
    Il suo utilizzo per la preparazione dei piatti affonda le radici fin dai tempi degli antichi romani che lo usavano per conservare e marinare le carni. Il vino infatti permetteva loro di limitare le contaminazioni e insaporire la carne.

    I nostri consigli per ottime ricette con vino

    Il primo e forse più importante consiglio forse vi stupirà ma è invece logico e naturale. Avete presente la diceria per cui un vino di bassa qualità può essere impiegato solo in cucina? Ecco, non è altro che un falso mito. Per un’ottima resa dei piatti è indispensabile che anche il vino impiegato sia di ottima fattura. Un vino scadente potrebbe sciupare ogni vostro sforzo.
    Un’ottima idea è quella di accompagnare la pietanza con lo stesso vino impiegato per la sua preparazione. Nessun sapore sovrasterà l’altro ed il risultato sarà equilibrato ed armonioso.

    Primi piatti con il vino, due idee perfette per l’autunno

    ricette con vino

    Il risotto al Barolo è senza dubbio una tra le ricette con vino più gradita e celebre in Italia. La sua preparazione è piuttosto semplice ma il risultato è squisito. Iniziate la preparazione del risotto nel metodo tradizionale. Preparate dunque il soffritto e tostate il riso. Arrivati a questo punto aspettate prima di unire il brodo necessario e versate un bicchiere colmo di vino Barolo sul riso tostato. Proseguite la preparazione affidandovi ai procedimenti classici, usate del burro per mantecare e, una volta pronto e cremoso a puntino, servite con una spolverata di Grana Padano.


    Un’altra idea sfiziosa tra le migliori ricette con vino è la pasta alla boscaiola. Il connubio di sapori che nasce dal matrimonio tra funghi e salsiccia è davvero squisito e la rende un’ottima idea per l’autunno. Qui il vino viene usato semplicemente per sfumare i funghi in padella, ma non lasciatevi ingannare. La scelta del vino e le sue sfumature cambieranno notevolmente il carattere del vostro primo piatto.

    Ricette con vino: due secondi piatti unici

    ricette con vino

    Il brasato rappresenta forse il re tra le ricette con vino. Per prepararne uno di ottima qualità infatti è fondamentale una buona marinatura. Per prima cosa adagiate la carne senza tagliarla in una pirofila. Qui, fatela marinare con il vino rosso, delle bacche di ginepro, pepe, carote e delle erbe aromatiche. Lasciate passare 12 ore, durante le quali la carne diventerà più morbida e saporita. Adesso potete iniziare con la cottura, non prima però di aver liberato la carne dai residui della marinatura. Asciugatela bene quindi e fatela rosolare. Intanto setacciate la marinatura e frullate le erbe aromatiche. Ginepro, pepe e il resto delle erbe macinate, diluite con un po’ della marinatura rimasta, vi darà una salsa da aggiungere via via che cuocete il brasato. Continuate fino al completamento della cottura.


    Se cercate ricette con vino più leggere potete provare con la carne di pollo. I passaggi da seguire sono all’incirca gli stessi visti per la ricetta precedente. Preparate la solita marinatura, escludendo però le carote che coprirebbero troppo il sapore delicato del pollo. Lasciate il pollo nella salsa per non meno di 10 ore. A questo punto potete spezzettarlo e iniziare ad abbrustolirlo su una padella antiaderente. Quando avrà raggiunto la doratura su tutti e due i lati versate la marinatura e finite di cuocere il pollo fino a che non sarà pronto.

    Se dopo i nostri suggerimenti le ricette con vino vi mettono l’acquolina in bocca, scoprite i vini veneti da cucina più usati e adatti. Con il nostro articolo dedicato preparare gustosi manicaretti sarà un gioco da ragazzi!

  • Crostoli veneti ricetta

    Crostoli veneti ricetta

    Crostoli veneti ricetta, di cosa si tratta? Cenci, chiacchiere e bugie, ma anche saltasù, fiocchetti, lattughe e frappe. I Crostoli sono pietanza tipica italiana che vanta uno dai più ampi ventagli di nomi. Tradizionalmente preparati nel periodo di carnevale la crostoli veneti ricetta si contraddistingue dalle altre per l’impiego della grappa nell’impasto. Si tratta di dolci fritti, solitamente rettangolari e serviti con zucchero a velo. Gustosi e friabili, sono un must del carnevale e, appena assaggiato il primo non si riesce più a smettere. Vengono preparati con un impasto a base di uova, farina, zucchero, strutto (o burro) e grappa. Da questo impasto si genera una sfoglia gonfia dalla quale ricavare dei rettangoli che vengono poi fritti in abbondante olio bollente. Scopriamo come prepararli passo dopo passo.

    Preparare l’impasto

    Su un piano, sistemate la farina formando una montagnetta. Al suo interno versate lo zucchero, lo strutto o il burro ammorbidito, le uova e la grappa. Amalgamate utilizzando le mani fino a quando l’impasto non raggiunge una consistenza omogenea ed elastica. A questo punto dovreste aver ottenuto una sorta di panetto compatto, dividetelo in 3 diverse parti e, aiutandovi con un mattarello, stendetelo con cura. Dovete ottenere degli strati di pasta alti all’incirca 3 millimetri. Usate poi una rotellina dentellata per tagliare dei rettangoli dall’impasto steso, potete anche usare un coltello tradizionale ma perdereste la forma classica dei crostoli. Incidete infine i rettangoli con un taglio al centro.

    Iniziate a preparare l’olio per la cottura. Per la buona riuscita della crostoli veneti ricetta raccomandiamo l’utilizzo di olio di arachidi. Contando su un punto di fumo a una temperatura più alta infatti è l’ideale per questa ricetta in quanto, servendo molto bollente, si corre meno il rischio di farlo bruciare.

    Crostoli veneti ricetta, la cottura

    Intanto in una padella lasciate scaldare bene l’olio e, una volta che questo diventa bollente, ponete con attenzione i quadretti di pasta appena ottenuti. Mettetene pochi alla volta in modo da non far freddare troppo l’olio e da farli cuocere comodamente e ben separati. Lasciateli cuocere fino a che non avranno raggiunto una colorazione dorata e facendo attenzione a girarli di tanto in tanto in modo che la cottura sia omogenea da entrambi i lati.

    Quando raggiungete la cottura ideale, tirateli fuori dall’olio con un mestolo forato e sistemateli con cura su della carta da cucina assorbente. Queste due ultime accortezze sono fondamentali per eliminare l’olio in eccesso e garantire la giusta fragranza dei crostoli. Prima di servirli dovete aspettare che si freddino. A questo punto siate generosi con un’abbondante spolverata di zucchero a velo. I vostri primi Crostoli veneti sono finalmente pronti per far leccare i baffi a tutti i vostri commensali, siamo lieti di aver contribuito con la nostra crostoli veneti ricetta!

    Crostoli veneti ricetta

    Consigli e conservazione dei Crostoli

    Nel caso in cui l’impasto vi sembri eccessivamente compatto è conveniente mettere del vino bianco frizzante per ammorbidirlo. Potete anche spolverare un cucchiaino di lievito in polvere per aumentarne volume e morbidezza. In questo caso, ricordate di farlo riposare all’incirca per un’ora prima di continuare con la ricetta. Non scordate di fare il taglio al centro dei crostoli prima adagiarli nell’olio. Questa pratica è necessaria per evitare la formazione di bolle d’aria che in fase di frittura finirebbero con il riempirsi d’olio e compromettere la cottura. In questo modo i vostri dolci saranno più delicati e friabili.

    Generalmente consumati a fine pasto, sono ottimi accompagnati da un vino passito. Se volete rimanere nella cultura enogastronomica del veneto il consiglio è quello di sorseggiare un Recioto della Valpolicella. Se vi piacciono le bollicine, la friabilità dei crostoli aiuterà ad esaltare anche un buon prosecco, rigorosamente veneto.

    I crostoli possono essere conservati per due/tre giorni in un sacchetto di carta ben sigillato oppure in una confezione ermetica.

    Qualche curiosità sulla crostoli veneti ricetta

    I crostoli veneti sono dolci di carnevale tipici dell’entroterra veneto e, nonostante siano molto simili, si distinguono dai galani, dolci che riempiono le tavole dei veneziani nello stesso periodo. I crostoli appaiono più voluminosi e meno croccanti rispetto ai galani che sono più sottili e friabili. La diversità è soprattutto nell’impasto e nel modo di stendere il composto, la pasta infatti viene stesa per ottenere una base più sottile.

    La diffusione piuttosto omogenea in tutto il territorio italiano fa di questo dolce tradizionale una vera e propria leggenda. La crostoli veneti ricetta affonda le sue radici fin nell’epoca degli antichi romani, che si dilettavano nella preparazione dei “frictilia”. Si trattava di semplici dolcetti preparati con farina e uova e fritti utilizzando il grasso di maiale. Nell’antica Roma imperiale vigeva l’usanza di celebrare i saturnali, un ciclo di festività dedicate all’insediamento nel tempio del dio Saturno e alla mitica età dell’oro, corrispondente al nostro carnevale. In questo periodo venivano preparati frictilia in quantità elevate perché le scorte dovevano essere sufficienti a coprire tutto il periodo della Quaresima. In quei giorni venivano distribuiti lungo le vie a tutti i cittadini che festeggiavano in giro per la città.

    L’abitudine di preparare questi dolcetti si è tramandata fino ai giorni nostri, concedendo al tempo e alle libertà territoriali di esprimerli in varianti leggermente diversi, come nel caso della crostoli veneti ricetta che impiega la grappa nell’impasto. In Italia è sempre più raro trovare in circolazione questi dolci fritte nel grasso e più in generale la tendenza è quella di usarlo sempre meno nella ricetta, sostituendolo con il burro o altre alternative.

    Se siete interessati ad altri dolci tipici della cucina veneti curiosate nel nostro blog e leggete l’articolo sulla torta sabbiosa ricetta.

  • Vini tipici del veneto

    Vini tipici del veneto

    I vini tipici del Veneto vantano una tradizione storica. Iniziata dagli etruschi e tramandata fin dai tempi dell’antica Roma ad oggi, passa dal medioevo e dalla serenissima Repubblica di Venezia. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da scoprire sui vini tipici del Veneto.

    L’arte di fare il vino in Veneto

    La sua speciale posizione e le sue caratteristiche territoriali la rendono una regione produttiva sia in termini quantitativi che qualitativi. L’offerta vinicola è infatti di altissima qualità e molto variegata. Grazie alla composizione eterogenea dei terreni (basaltici, sabbiosi, argillosi, vulcanici e calcarei), i vini tipici del Veneto sono davvero speciali. Inoltre è utile sottolineare che si tratta della regione in cui si produce più vino rispetto a tutte le altre in Italia. Con i suoi 95.000 ettari di vigneti produce infatti oltre 11 milioni di ettolitri di vino, a fronte di una produzione nazionale di circa 50 milioni. Parliamo del 20% della produzione italiana, numeri che non possono passare inosservati.

    I vini tipici del Veneto. Scopriamo i vigneti principali

    vini-tipici-del-Veneto

    Il Veneto vanta uvaggi autoctoni di altissimo pregio dai quali nascono vini di qualità celebri in tutto il mondo. Tra le uve rosse più usate sono da citare i vitigni della Valpolicella. Primi fra tutti, Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara, dai quali nascono il Bardolino e I grandi rossi della Valpolicella. Di grande importanza sono anche gli internazionali Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Si usano tanto in purezza quanto per dar vita a blend in stile bordolese di estrema eleganza e bontà. Ricordiamo invece tra quelli a bacca bianca, il Glera, con si produce l’immancabile prosecco, il Garganega, il Trebbiano di Soave e gli internazionali Pinot Bianco e Chardonnay.

    Al momento sono presenti tra le denominazioni venete 14 DOCG, 28 DOC e 10 IGT. Scopriamo le aree di produzione più importanti dei vini tipici del Veneto.

    Le zone del vino Veneto:

    • Lugana – Qui cresce l’uva Trebbiano di Lugana, conosciuta dai locali anche come Turbiana. Da oltre 900 ettari di vite, questo vitigno da vita ad un bianco armonioso, dal gusto fruttato e il corpo ben strutturato. Da qualche anno, con questa stessa uva, si producono anche dei metodo classico di alta qualità.
    • Bardolino – In questa zona si produce l’omonimo Bardolino, oltre che buonissimi rosati e altri vini rossi freschi e giovani. I vigneti maggiormente usati in questa zona sono il Corvina, Il Rondinella e il Molinara. Queste stesse uve danno vita anche a ottimi vini da invecchiamento. Tra questi citiamo il Bardolino Superiore che a cui è stata data la denominazione DOCG nel 2001.
    • Valpolicella – Qui si coltivano Corvina, Corvinone e Rondinella per produrre vini rossi dalla forza decisa e molto strutturati come il Valpolicella DOC. Tra i vini tipici del Veneto, degni di nota per le loro particolari modalità di produzione sono il Valpolicella ripasso e l’Amarone. Il primo si ottiene tramite due distinti passaggi sulle fecce, ovvero i depositi liquidi che sedimentano alla base e sulle pareti delle botti dopo la fermentazione. La produzione dell’Amarone prevede invece che le uve vengono prima appassite naturalmente.

    Le altre zone dei vini tipici del Veneto:

    • Monti Lessini e Colli Berici – Qui si coltivano perlopiù Garganega e Trebbiano di Soave, da cui nasce la DOC Soave. Questa denominazione è famosa per bianchi delicati ma caratterizzati da un impatto gusto-olfattivo molto deciso. Da qualche anno alcune aziende hanno deciso di riprendere l’invecchiamento in legno. I vini bianchi così prodotti riescono a dare il loro meglio a distanza di alcuni anni dalla vendemmia. Degno di nota è anche il vino dolce Recioto di Soave. Nella zona dei Colli Berici crescono anche rossi internazionali, come Cabernet Sauvignon e Merlot, e l’autoctono Tai rosso.
    • Vicenza, Padova e Treviso: Nell’area sud-est della provincia di Vicenza esiste la DOC Breganze, che include vini rossi, bianchi e passiti. La sua fama è data soprattutto dall’impiego del vitigno autoctono Vespaiola per la produzione del passito Torcolato di Breganza. Nell’area di Padova sono state registrate due DOCG: il Moscato Fiori d’Arancio e il Friularo di Bagnoli, fatto con il Friularo. La zona di Treviso ospita invece l’area di produzione di spumanti più importante di tutta Italia. Qui prende vita il Prosecco, il più noto di vini tipici del Veneto. Questo vino è quasi sicuramente quello a cui si deve la fama mondiale del made in Italy nel settore vinicolo. Per ultima citiamo la DOCG Lison, discendente della DOC Lison Pramaggiore. Oltre che fonte di vini eccellenti a dall’alto livello qualitativo è interessante citarla in quanto contraddistinto dall’impiego di forme di allevamento storiche come la Pergola veronese e il Belussi.

    Adesso che conosci le zone di produzione e le caratteristiche dei vini tipici del Veneto, vorrai approfondire le tue conoscenze. Scopri i migliori vini veneti da cucina in questo nostro articolo, così da stupire i tuoi ospiti con portate gustose e prelibate.